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Banca Popolare di Sondrio: L’analisi BCE Riscontra Difetti in Amministrazione, Monitoraggio e Portafoglio Crediti: Si Impongono Misure. NEWS ULTIMA ORA FINANZA

Banca Popolare di Sondrio: Dall’esame BCE emergono punti deboli nell’amministrazione e criticità sui crediti concessi. Leggi l’analisi completa dell’ispezione.

L’Analisi Approfondita dell’Autorità di Controllo

In seguito a un’indagine protrattasi per un semestre presso l’ente creditizio che figura come bersaglio di un’operazione pubblica di scambio da parte di Bper Banca, l’istituzione monetaria del continente europeo ha individuato molteplici aspetti problematici.

L’organo di vigilanza centrale ha espresso riserve significative riguardo al sistema di gestione della Popolare di Sondrio.

I Riscontri dell’Istituzione di Controllo

L’ente di supervisione finanziaria la giudica affetta da lacune rilevanti e difetti considerevoli, le quali influiscono significativamente sul suo sistema di gestione delle esposizioni creditizie. Pertanto, ha imposto all’istituto una serie di interventi di controllo finalizzati a perfezionare la guida aziendale.

Le criticità identificate non riguardano solo le aree deputate alla gestione delle incognite finanziarie, alla conformità normativa e alla revisione interna, ma si estendono anche alla conformazione e all’operatività dei vertici direttivi. La Banca Centrale ha indicato che persistono gravi inadeguatezze nell’impianto di direzione dell’entità sotto sorveglianza.

Gli organismi decisionali non sono riusciti a stabilire un sistema di verifica interna esaustivo, efficace e degno di fiducia, capace di identificare, quantificare, monitorare e valutare adeguatamente i pericoli legati al credito. I risultati e l’influenza del comitato preposto al controllo e alle incognite sono considerati insufficienti, analogamente all’azione del collegio di revisione dei conti, che si limita a prendere atto delle relazioni non soddisfacenti prodotte dalle funzioni di gestione dei rischi, conformità e revisione.

L’infrastruttura di governance non agevola un’operatività adeguata né per la gestione dei pericoli – che manifesta notevoli carenze nell’esecuzione delle verifiche sulle singole pratiche di finanziamento nonché lo sviluppo e l’aggiornamento degli approcci per gestire le incognite di finanziamento; parallelamente, l’unità di revisione interna, nei suoi risultati e nella sua posizione, manifesta serie inadeguatezze e la sua operatività è stata considerata priva di efficacia.

Tali carenze sfociano in una amministrazione insufficiente delle incognite individuate, che potrebbe potenzialmente esporre l’entità vigilata a una possibile sovrastima delle proprie disponibilità e generano inquietudini di natura prudenziale riguardo al complessivo sistema dei pericoli creditizi e alla stima adeguata del livello di rischio associato al complesso dei finanziamenti concessi.

Le Direttive Provenienti dall’Autorità Continentale

Ciononostante, le estese mancanze nell’impianto di governo aziendale, riscontrate a seguito dell’indagine, hanno motivato, secondo l’organismo di Francoforte, l’imposizione di un insieme di interventi correttivi che coinvolgono direttamente anche la direzione superiore dell’istituto.

Dall’autorità di controllo giunge alla Popolare di Sondrio la richiesta di rafforzare la conformazione e l’operatività dei livelli di alta gestione, con specifico riguardo al ruolo del capo azienda.

Ciò dovrà avvenire avvalendosi del parere di un consulente esterno che suggerirà le modalità per prevenire la concentrazione di compiti e autorità nelle mani di pochi dirigenti, assicurare una distinta separazione e definire nette competenze tra le funzioni direttive cruciali, nonché rafforzare il monitoraggio sui processi deliberativi.

Oggetto d’analisi è anche la idonea composizione dell’attuale gruppo di leader, specifica la BCE nel documento contenente le contestazioni.

Per quanto concerne nuovamente il governo aziendale, l’ottimizzazione della conformazione e dell’operatività del livello di gestione rappresenta, assieme al consolidamento dell’efficacia del consiglio di amministrazione, una delle disposizioni impartite dall’organismo di Francoforte a Sondrio con l’obiettivo di sanare i notevoli difetti rilevati.

Al fine di permettere all’organo di supervisione di assicurare una conduzione aziendale efficiente e prudente e agevolare un’adeguata operatività delle funzioni interne di gestione delle incognite, conformità e audit, si legge nella decisione comunicata il 29 aprile, la BCE chiede alla Sondrio di intensificare i propri dispositivi, procedure, meccanismi e strategie nell’ambito del governo d’impresa.

Sul fronte del rafforzamento dell’attività consiliare, vengono prescritte la revisione e l’incremento della sua supervisione sul sistema di gestione del rischio di credito per garantire che il consiglio monitori in maniera adeguata e offra spunti critici costruttivi su strategie, amministrazione e iter decisionali, con particolare attenzione alle incognite del credito e all’operatività delle unità di controllo interno.

Alla banca di Sondrio è imposto di far pervenire all’organismo di Francoforte una programmazione che indichi le misure fondamentali per mettere in atto il quadro di direzione aziendale modificato, nonché le date ultime entro cui tali provvedimenti verranno attuati.

Allo scopo di accrescere la consapevolezza dell’intero organo consiliare riguardo alla sostanza delle tematiche discusse, la Sondrio dovrà riesaminare la propria direttiva sulla gestione e la condivisione delle informazioni a livello di consiglio.

I requisiti si fanno ulteriormente stringenti per quanto concerne il miglioramento della conformazione e dell’efficienza della direzione di vertice, ossia come opera il management apicale, tra cui le figure chiave quali il chief executive officer, il preposto alla gestione delle incognite e il responsabile dell’ambito prestiti.

La BCE impone di condurre un esame indipendente da realizzare con il supporto di un consulente esterno specializzato al fine di identificare gli interventi necessari per potenziare l’operatività della compagine direttiva di vertice e porre rimedio alle deficienze riscontrate nella gestione d’impresa.

Tale valutazione dovrà focalizzarsi su almeno quattro aspetti: prevenire la concentrazione di poteri, distinguere le funzioni degli alti dirigenti, attribuire responsabilità chiare alle funzioni strategiche e migliorare la supervisione sui processi deliberativi a livello apicale, nonché sulla composizione appropriata dell’attuale compagine dirigenziale C-level, tenendo conto del contesto di mercato in evoluzione, delle pratiche di settore e della crescente complessità del gruppo e del suo profilo di rischio.

La Questione delle Esposizioni Creditizie

Pertanto, l’autorità di vigilanza europea ha ingiunto all’istituto di credito di classificare come a rischio di mancato rientro una somma di 219 milioni in euro in prestiti, che fino a quel momento erano stati ritenuti puntualmente adempiuti, concernenti a 33 posizioni debitorie.

Tali somme erano già state messe da parte dall’istituto alla fine del 2023, su indicazione specifica dell’organismo di supervisione, con l’effetto riflesso sul risultato economico, ma erano state mantenute nella categoria dei prestiti performanti.

Nel provvedimento formale con cui ha stabilito le proprie direttive, la Banca Centrale Europea ha espresso critiche sulla logica seguita dall’istituto bancario per affrontare le esposizioni finanziarie connesse a tali 33 soggetti appare singolare, considerando che la banca aveva accettato una svalutazione aggiuntiva identificata dagli ispettori, ma al contempo aveva rifiutato di classificarle come probabili inadempienze.

Tra le direttive, vi è quella di incorporare integralmente gli esiti dell’ispezione nei rapporti di vigilanza (Finrep e Corep) entro la successiva scadenza per la trasmissione dei dati. La BCE manifesta sorpresa notando che i finanziamenti hanno subito svalutazioni, necessitando di accantonamenti per potenziali perdite, ma nonostante ciò mantengono la classificazione di crediti in regola.

Questo approccio, a suo dire, genera una rappresentazione distorta non solo della qualità complessiva del portafoglio, ma anche riguardo alla copertura delle esposizioni considerate “Stage 2”, ovvero quelle che mostrano un livello di svalutazione prossimo al deterioramento. Di conseguenza, la BCE solleva inquietudini circa l’attendibilità del tasso di crediti non performanti dichiarato e della corrispondente qualità degli attivi bancari.

La Posizione Ufficiale dell’Istituto Valtellinese

Nel frattempo, in una dichiarazione diffusa ieri sera, l’Istituto Popolare di Sondrio ha evidenziato come l’attività ispettiva risalga a un lasso di tempo trascorso, ormai antecedente di oltre due anni.

La banca specifica che, relativamente a ciascuna delle criticità sollevate, l’istituto ha da tempo intrapreso interventi e azioni correttive, che saranno portati a termine nei tempi programmati.

L’organismo di controllo si è riservato di valutarne nel corso del tempo la concreta efficacia e attuazione.

A fronte delle osservazioni critiche espresse dalla Banca Centrale Europea riguardo alla direzione dell’istituto e alla gestione delle esposizioni finanziarie, la Banca Popolare di Sondrio ha emesso una comunicazione formale.

In una comunicazione diffusa la sera di lunedì dodici maggio, la banca con sede in Valtellina ha specificato che l’attività di accertamento condotta dall’Autorità Bancaria Europea si è tenuta nel semestre che va dall’ottobre del duemila ventidue all’aprile del duemila ventitré.

Si tratta, pertanto, di un periodo che è già stato oggetto di analisi interne e di interventi mirati. “L’Istituto ha avviato da tempo iniziative e rimedi che completerà secondo le previsioni,” si legge nel dispaccio, riferendosi ai rilievi ricevuti da Francoforte in merito al consolidamento del consiglio di amministrazione, del vertice esecutivo e degli ambiti preposti alla verifica interna

Sul punto di maggiore sensibilità – la direttiva proveniente dall’autorità di vigilanza monetaria volta a ricollocare specifiche classi di finanziamenti in fasce di rischio peggiori – la banca sottoposta a controllo cerca di contenere la percezione delle conseguenze: alla data del trentuno marzo duemilaventicinque, le posizioni interessate dalla richiesta erano 27, con un valore complessivo lordo di 158 milioni di euro (113 milioni netti), differentemente dai 219 milioni emersi in precedenza.

La banca aggiunge che sono in corso colloqui con l’autorità di supervisione e che, anche qualora si procedesse alla riclassificazione, ciò non comporterebbe impatti significativi aggiuntivi sul risultato economico, poiché il rischio creditizio era già stato adeguatamente coperto nel bilancio del 2023.

Riguardo all’effetto sui crediti problematici, la Popolare di Sondrio valuta che l’indice di crediti deteriorati netto (NPL ratio netto) potrebbe incrementare dall’1,04% all’1,36%, mentre quello lordo dal 2,9% al 3,3%, nell’eventualità di una piena adozione delle direttive di controllo.

Nella parte conclusiva della sua risposta, la banca della Valtellina ha sostenuto che tutte le annotazioni mosse dall’ente di controllo europeo erano già riportate nei bilanci riferiti agli anni duemila ventitré e duemila ventiquattro, oltre che nella situazione patrimoniale aggiornata al trentuno marzo duemilaventicinque.

La vigilanza europea, nel corso del suo monitoraggio, valuterà successivamente quanto saranno risultate efficaci le misure di miglioramento attuate.

Scenari Futuri e Impatti Potenziali

Il quadro futuro dell’istituto valtellinese potrebbe essere influenzato da due fattori principali.

Da una prospettiva, il completamento con successo della proposta di acquisizione avanzata dall’altro gruppo bancario potrebbe portare a un significativo cambiamento nella leadership apicale dell’entità oggetto dell’offerta.

Guardando da un differente punto di vista, l’entità sotto controllo è obbligata a rispettare termini tassativi imposti dall’autorità di vigilanza a livello europeo per la messa in pratica delle modifiche sollecitate.

Entro il 30 settembre 2025, la direzione dovrà sottoporre all’organismo di Francoforte un programma dettagliato con le iniziative volte a perfezionare la struttura e l’operatività del management di alto livello. Tali misure dovranno essere completamente attuate entro il 31 dicembre 2025.

Inoltre, un progetto per l’applicazione del sistema di governo aziendale rivisto, con relative tempistiche di attuazione, dovrà essere presentato all’autorità di controllo.

I Riflettori di Francoforte sulla Struttura di Governo di Banca Popolare di Sondrio: Una Scossa Necessaria?

Il mondo bancario, per sua natura, opera sotto la stretta osservazione delle autorità di vigilanza. In tempi recenti, i riflettori si sono puntati sulla Banca Popolare di Sondrio, in conseguenza di un accertamento specifico svolto dalla Banca Centrale Europea nel periodo compreso nell’arco temporale che va dalla conclusione del duemila ventidue all’inizio del duemila ventitré.

I risultati di questa verifica, formalmente comunicati nell’aprile 2024, hanno evidenziato la necessità di interventi correttivi sostanziali, ponendo l’accento su due pilastri fondamentali per la solidità di una banca: l’integrità della sua struttura direzionale e la capacità di gestire con successo i rischi associati ai finanziamenti concessi.

Questa situazione si manifesta proprio nel momento in cui la Popolare di Sondrio si confronta con l’opportunità di un’aggregazione societaria promossa da Bper Banca.

Le risultanze ispettive della BCE non si sono limitate a superficiali osservazioni, ma hanno diagnosticato quelle che sono state definite “carenze significative e gravi” nell’impianto di governo dell’istituto. Queste osservazioni attengono ad aspetti fondamentali dell’operatività bancaria, con impatto diretto sulla gestione dei fattori di rischio, sull’osservanza delle regole (compliance) e sull’attività di verifica interna (audit).

La critica si estende anche alla struttura e all’operatività del vertice aziendale, suggerendo la necessità di una revisione profonda per assicurare una più chiara distribuzione di poteri e responsabilità e una maggiore efficacia nei processi decisionali.

Anche il ruolo e l’incisività di alcuni organi di controllo interni, come il comitato controllo e rischi e il collegio sindacale, sono stati oggetto di specifica valutazione e sono apparsi, nel contesto analizzato, non del tutto adeguati a garantire quel livello di vigilanza interna richiesto.

Un focus particolarmente acuto è stato posto sul portafoglio crediti. Sebbene l’ispezione si sia concentrata sui segmenti grandi imprese e PMI, le conclusioni hanno portato a una prescrizione concreta e tangibile: la riclassificazione di specifiche esposizioni creditizie da una condizione di regolare solvibilità a una nella quale la mancata ottemperanza ai pagamenti è ritenuta plausibile.

La BCE aveva originariamente indicato un perimetro di 219 milioni di euro relativi a 33 posizioni debitorie. Successivamente, la banca stessa ha fornito un dato aggiornato a marzo 2025, riferendosi a 27 posizioni per un valore lordo di 158 milioni di euro (113 milioni netti).

La logica stringente della vigilanza non ha accettato la coesistenza di accantonamenti specifici per queste posizioni con il mantenimento della loro classificazione come crediti “performing”.

Questa discrepanza di valutazione evidenzia una diversa interpretazione del rischio sottostante e richiede un allineamento per garantire una rappresentazione più fedele della qualità dell’attivo. L’impatto sugli indici di crediti deteriorati (NPL ratio) è stimato dalla banca in un aumento contenuto, portando il dato netto dall’1,04% all’1,36% e quello lordo dal 2,9% al 3,3%.

Le direttive impartite da Francoforte delineano un percorso di cambiamento obbligato.

L’istituto sotto la vigilanza non è chiamato soltanto a rivedere e rafforzare il suo assetto di governo sia a livello consiliare che di massima dirigenza, ma deve anche implementare misure concrete che includono una perizia esterna e imparziale sulla composizione e sull’efficacia del management di vertice.

L’obiettivo è prevenire concentrazioni di potere e garantire un’adeguata separazione e chiarezza dei ruoli chiave.

L’istituto ha reso noto, nella sua risposta ufficiale del dodici maggio duemilaventicinque, di aver già dato il via a interventi correttivi, sebbene l’arco temporale considerato dall’ispezione si collochi nel passato. Ha anche sottolineato che le osservazioni sono riflesse nella reportistica finanziaria recente.

Uno Sguardo Analitico sulle Implicazioni

Le osservazioni della Banca Centrale Europea nei confronti dell’istituto, sebbene derivino da una verifica completata più di ventiquattro mesi fa, trasmettono un messaggio rilevante che trascende la specifica entità bancaria.

Sottolineano l’attenzione crescente della vigilanza europea sulla solidità strutturale degli intermediari, non solo sul piano patrimoniale, ma anche su quello organizzativo e gestionale. I problemi di governance e di gestione del rischio di credito individuati non sono eccezioni nel panorama bancario, ma affrontarli in modo proattivo è cruciale per la stabilità.

Per i soggetti interessati, queste informazioni consentono interpretazioni sotto varie angolazioni.

Per gli azionisti della Popolare di Sondrio, l’intervento della BCE, per quanto sgradito nel breve termine, può rappresentare un catalizzatore per l’implementazione di miglioramenti strutturali che nel lungo periodo possono rafforzare l’istituto, indipendentemente dalla sua configurazione futura.

La necessità imposta di incaricare un professionista esterno indipendente per esaminare la leadership di vertice è un punto notevole, che lascia intendere un’inclinazione da parte dell’ente regolatore bancario europeo verso un cambiamento o quantomeno un esame approfondito ai livelli più alti.

La riclassificazione dei crediti, sebbene la banca ne minimizzi l’impatto sul conto economico grazie a precedenti accantonamenti, evidenzia una dinamica importante nel rapporto tra banca e vigilanza: la BPS aveva riconosciuto la necessità di coperture aggiuntive per quei crediti (su spinta della vigilanza nel 2023), ma aveva resistito alla loro declassificazione.

La BCE ha imposto quest’ultimo passo, chiarendo l’aspettativa su una rappresentazione più prudenziale della qualità degli attivi. Questo serve a fornire una visione più trasparente del reale profilo di rischio, fondamentale per investitori, analisti e depositanti.

Dal punto di vista delle prospettive future, il percorso che la BPS dovrà intraprendere per allinearsi alle richieste della BCE si intreccia in modo complesso con la potenziale integrazione in Bper Banca.

La direttiva di rafforzare la struttura di comando aziendale e la gestione dei fattori di rischio potrebbe, paradossalmente, facilitare un prossimo processo di integrazione, dotando la nuova entità che trae origine dalla combinazione di modalità operative e assetti di supervisione ottimizzati.

I termini perentori definiti dall’autorità di supervisione per la consegna delle proposte (entro settembre duemilaventicinque) e l’esecuzione degli interventi (entro dicembre duemilaventicinque) concernenti la direzione apicale si collocano in un arco di tempo nel quale le configurazioni di proprietà e di gestione potrebbero verosimilmente aver già subito modifiche.

Consigli Utili e Prospettive

Cosa significa tutto questo per un lettore generico, magari cliente o piccolo azionista? Innanzitutto, gli interventi della BCE, per quanto possano apparire come sanzioni, sono in realtà volti a rafforzare la banca e a tutelare la sua solidità nel tempo. Una governance più robusta e una gestione più efficace dei rischi si traducono in una maggiore stabilità dell’istituto.

Per chi guarda all’istituto con interesse finanziario, è fondamentale monitorare attentamente come la banca implementerà le misure richieste.

La scelta e il lavoro del consulente esterno per la dirigenza, i piani di miglioramento della governance e il recepimento pieno delle indicazioni sulla qualità del credito saranno indicatori chiave dell’efficacia della risposta della BPS.

In un settore bancario in continua evoluzione e consolidamento, la pressione delle autorità di vigilanza su aspetti fondamentali come governance e rischio di credito non farà che aumentare.

L’evento in questione rammenta che la robustezza di un istituto di credito non dipende esclusivamente dalle metriche finanziarie riportate a bilancio, bensì in maniera sostanziale dalla validità delle sue architetture organizzative e dalla capacità di gestire proattivamente le sfide del mercato e della regolamentazione.

L’abilità di adeguarsi con prontezza e di attuare modifiche nell’organizzazione interna rappresenterà un elemento chiave di differenziazione per gli esiti futuri.

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