Bollo auto 2027: chi non paga, requisiti e cosa cambia davvero
Il costo di gestione delle automobili in Italia continua a pesare in modo significativo sui bilanci familiari. Tra spese assicurative, carburante e manutenzione ordinaria, la tassa automobilistica rappresenta una delle scadenze fiscali regionali più rilevanti per gli automobilisti.
Dal 2027, però, il quadro cambia. Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede per l’anno 2027 l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per un solo veicolo posseduto da una persona fisica, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla norma. Per le autovetture il limite è fissato a 80 kW e il veicolo deve essere regolarmente assicurato. L’esenzione riguarda i versamenti con scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
La misura è quindi già contenuta in un decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 18 settembre 2026, ma il suo carattere strutturale oltre il 2027 richiede ulteriori passaggi finanziari e legislativi. Il Governo ha dichiarato l’obiettivo di rendere stabile l’esenzione con la prossima legge di Bilancio.
In questo articolo scoprirai i requisiti di potenza in kilowatt per accedere all’esenzione, come verificare i dati sulla carta di circolazione, quali veicoli possono rientrare nella misura, quanto potrebbe valere il risparmio attraverso le simulazioni elaborate da Ora Ultima e quali sono le differenze tra il dato ufficiale e una stima economica costruita sulla base delle tariffe del bollo.
| Requisito | Cosa prevede il decreto per il 2027 |
|---|---|
| Potenza autovettura | Non superiore a 80 kW |
| Numero di veicoli | Uno solo per persona fisica |
| Assicurazione | Veicolo regolarmente assicurato |
| Periodo | Versamenti con scadenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027 |
| ISEE | Il decreto non prevede un limite ISEE per questa esenzione |
| Più autovetture agevolabili | L’esenzione spetta a una sola, individuata secondo i criteri previsti dalla norma |
Fonte normativa: decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, articolo 2.
Esenzione bollo auto 2027: come verificare i kilowatt sul libretto dell’auto
La potenza del veicolo è uno degli elementi fondamentali per verificare se un’autovettura può rientrare nella soglia prevista per il 2027. Per le autovetture, il riferimento utilizzato per il calcolo della tassa automobilistica è la potenza effettiva espressa in kilowatt.
Il valore può essere verificato sulla carta di circolazione o sul Documento Unico di circolazione e proprietà. ACI indica il campo P.2 come riferimento per individuare la potenza netta massima espressa in kW. Per il calcolo ordinario del bollo, ACI precisa inoltre che, quando il valore contiene decimali, viene considerato il numero intero, ad esempio 47,80 kW = 47 kW.
Per l’esenzione prevista dal decreto 2027 è comunque prudente verificare il dato effettivamente riportato nella documentazione del veicolo e le eventuali istruzioni applicative che saranno rese disponibili dagli enti competenti. Non è corretto stabilire l’idoneità semplicemente guardando i cavalli commerciali indicati nelle pubblicità delle automobili.
La conversione matematica è utile per orientarsi: 1 kW corrisponde a circa 1,35962 CV. Di conseguenza, 80 kW corrispondono a circa 108,77 CV. Tuttavia, per stabilire l’accesso alla misura è preferibile partire dal dato tecnico del veicolo e non dal valore arrotondato espresso in cavalli.
La tabella seguente rappresenta una elaborazione tecnica Ora Ultima costruita per mostrare perché non sia sufficiente conoscere soltanto il nome commerciale dell’automobile. Le motorizzazioni indicate sono esempi orientativi: l’idoneità effettiva deve essere verificata sulla documentazione del singolo veicolo.
| Modello | Motorizzazione indicativa | Potenza indicativa | Rispetto alla soglia di 80 kW |
|---|---|---|---|
| Fiat Pandina | 1.0 Hybrid 70 CV | Circa 51,5 kW | Inferiore alla soglia |
| Dacia Sandero | 1.0 TCe 100 CV | Circa 74 kW | Inferiore alla soglia |
| Citroën C3 | 1.2 Turbo 100 CV | Circa 74 kW | Inferiore alla soglia |
| Peugeot 208 | 1.2 100 CV | Circa 74 kW | Inferiore alla soglia |
| Jeep Avenger | 1.2 benzina 100 CV | Circa 74 kW | Inferiore alla soglia |
| Toyota Yaris Hybrid | 1.5 Hybrid | Da verificare sul dato tecnico del singolo veicolo | Non determinabile dal solo dato commerciale |
| Volkswagen Polo | 1.0 TSI 110 CV | Circa 81 kW | Oltre la soglia |
Elaborazione Ora Ultima: la tabella non sostituisce la verifica del singolo veicolo. All’interno della stessa famiglia di modello possono esistere motorizzazioni e versioni con potenze differenti. Per questo il criterio decisivo non è il nome dell’automobile, ma il dato tecnico applicabile al veicolo interessato.
Se vuoi approfondire anche il rapporto tra obbligo assicurativo, coperture e responsabilità del proprietario, puoi consultare la guida Ora Ultima dedicata a cosa copre realmente la RC auto, utile soprattutto per distinguere il requisito dell’assicurazione dalla copertura concreta della polizza.
Quanto si risparmia con l’esenzione dal bollo: simulazione Ora Ultima
L’impatto economico dell’esenzione varia in base alla potenza, alla classe ambientale, alla Regione e alle eventuali riduzioni o maggiorazioni applicabili. ACI ricorda infatti che il bollo è un tributo regionale e che le tariffe possono differire tra territori.
Per evitare di presentare come valore certo quello che è soltanto un esempio, Ora Ultima separa il dato ufficiale dalla simulazione. La simulazione seguente utilizza come riferimento le tariffe base indicate da ACI per le autovetture Euro 4, Euro 5 ed Euro 6: 2,58 euro per kW fino a 100 kW. Il risultato non rappresenta necessariamente l’importo effettivamente dovuto in ogni Regione.
Metodo di calcolo Ora Ultima: potenza del veicolo × tariffa base ACI = importo annuo teorico del bollo. Il risparmio ipotetico derivante dall’esenzione viene poi considerato pari all’importo teorico del bollo che non sarebbe dovuto. Non vengono applicate in questa simulazione maggiorazioni, riduzioni, agevolazioni regionali o pagamenti frazionati.
| Scenario simulato | Calcolo | Bollo annuo teorico | Risparmio teorico in 5 anni |
|---|---|---|---|
| Euro 6 – 50 kW | 50 × 2,58 € | 129,00 € | 645,00 € |
| Euro 6 – 65 kW | 65 × 2,58 € | 167,70 € | 838,50 € |
| Euro 6 – 75 kW | 75 × 2,58 € | 193,50 € | 967,50 € |
| Euro 6 – 80 kW | 80 × 2,58 € | 206,40 € | 1.032,00 € |
| Euro 3 – 80 kW | 80 × 2,70 € | 216,00 € | 1.080,00 € |
| Euro 0 – 80 kW | 80 × 3,00 € | 240,00 € | 1.200,00 € |
Importante: il periodo di cinque anni è utilizzato esclusivamente come simulazione matematica. Il decreto-legge stabilisce l’esenzione per i versamenti con termine ordinario nel 2027; non è quindi corretto trasformare automaticamente il risparmio quinquennale in un diritto già acquisito. Per conoscere il risparmio effettivo occorrerà verificare l’importo del bollo del proprio veicolo e le regole applicabili nella propria Regione.
La simulazione mostra comunque un elemento utile: a parità di condizioni, maggiore è l’importo del bollo ordinariamente dovuto, maggiore è il valore economico dell’esenzione. Per questo il dato “quanto si risparmia” non può essere rappresentato correttamente da un unico importo valido per tutti gli automobilisti.
Il risparmio sul bollo va inoltre considerato insieme agli altri costi di possesso dell’auto. Per esempio, chi sta valutando il costo complessivo della propria vettura può approfondire anche come può aumentare il costo dell’assicurazione auto, perché l’eventuale esenzione fiscale non elimina le altre spese annuali legate al veicolo.
Quante persone e quanti veicoli sono coinvolti
Su questo punto è importante distinguere tra le diverse grandezze che stanno circolando nelle notizie. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato il 17 settembre 2026 un’elaborazione specifica sulla platea potenziale della misura.
Secondo il MIT, in Italia sono 24.608.867 le persone che possiedono almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW e che rientrano potenzialmente nella platea interessata. Complessivamente risultano 34.868.580 veicoli con potenza entro la soglia degli 80 kW.
Questi due numeri non devono essere confusi: una persona può possedere più di un veicolo entro la soglia, ma l’esenzione prevista dal decreto spetta a un solo veicolo secondo i criteri stabiliti dall’articolo 2.
| Dato | Valore ufficiale MIT |
|---|---|
| Persone con almeno un veicolo entro 80 kW | 24.608.867 |
| Veicoli entro 80 kW | 34.868.580 |
| Veicoli complessivi considerati dal MIT | Oltre 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli |
| Esenzione per il 2027 | Un solo veicolo per persona fisica, secondo i requisiti del decreto |
Il dato ufficiale MIT è particolarmente utile perché permette di distinguere la platea delle persone potenzialmente interessate dal numero complessivo dei veicoli tecnicamente entro la soglia. È una distinzione che evita di trasformare il numero dei veicoli in un numero equivalente di beneficiari.
Famiglie numerose: cosa prevede oggi la norma e cosa è ancora una proposta
Il decreto-legge attualmente in vigore non introduce un limite ISEE per l’esenzione e non prevede, nell’articolo 2, un innalzamento automatico della soglia per le famiglie numerose.
Durante il dibattito politico sulla conversione del decreto è stata invece avanzata la possibilità di ampliare la misura per i nuclei con più di tre figli. Il deputato Marco Osnato ha dichiarato che intende proporre un’estensione con una soglia di potenza più elevata per queste famiglie, osservando che alcuni veicoli a 6 o 7 posti possono richiedere potenze maggiori.
Questa è una proposta parlamentare e non una regola già in vigore. Non è quindi corretto indicare oggi 130, 150 kW o un determinato ISEE come requisito certo per ottenere l’esenzione.
| Scenario | Stato al 18 settembre 2026 | Dati disponibili |
|---|---|---|
| Regola attuale | Prevista dal decreto-legge n. 162/2026 | Un veicolo; autovetture fino a 80 kW; assicurazione regolare |
| Estensione alle famiglie numerose | Proposta nel dibattito parlamentare | Non esiste ancora una soglia definitiva aggiuntiva |
| ISEE per l’esenzione 2027 | Non previsto dall’articolo 2 | Nessun limite ISEE indicato dalla norma |
La distinzione è importante anche per evitare un errore frequente nelle guide online: una proposta di modifica non può essere utilizzata come se fosse già una disposizione applicabile al contribuente.
Quanto costa l’esenzione alle Regioni
Il decreto-legge non lascia il dato finanziario alla sola stima giornalistica. L’articolo 2 prevede un trasferimento complessivo di 2.293,5 milioni di euro per il 2027 destinato alla compensazione della riduzione di gettito derivante dall’esenzione.
Si tratta quindi di un dato normativo e non di una simulazione Ora Ultima. Gli importi spettanti alle singole Regioni e Province autonome saranno stabiliti entro il 31 marzo 2027 con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, tenendo conto anche degli accordi con le autonomie speciali.
| Voce | Dato | Natura del dato |
|---|---|---|
| Compensazione complessiva 2027 | 2.293,5 milioni di euro | Dati ufficiali del decreto-legge |
| Attribuzione alle singole Regioni | Da determinare | Prevista con decreto MEF entro il 31 marzo 2027 |
| Costo di un’eventuale estensione alle famiglie numerose | Non ancora determinato dalla norma | Da quantificare se l’emendamento sarà approvato |
Questo dato permette anche di leggere correttamente le stime circolate nei giorni precedenti alla pubblicazione del decreto. Le cifre giornalistiche vicine ai 2,4 miliardi possono essere confrontate con il valore ora scritto direttamente nella norma: 2,2935 miliardi di euro per il 2027.
Come controllare il bollo auto e verificare la propria posizione
Indipendentemente dalla nuova esenzione, il contribuente deve continuare a verificare la propria posizione tributaria fino a quando la specifica esenzione non risulta applicabile.
ACI mette a disposizione un servizio online per il calcolo del bollo e del superbollo. Inserendo i dati richiesti, tra cui targa, Regione e tipologia di pagamento, il sistema può indicare l’importo dovuto e, nei casi previsti, le eventuali sanzioni e interessi.
Il servizio ACI permette inoltre di verificare se un pagamento risulta già acquisito. ACI precisa che alcuni versamenti effettuati attraverso canali non gestiti direttamente dal sistema possono non essere ancora disponibili nei propri archivi.
Per una verifica operativa:
- Recuperare i dati del veicolo: controllare carta di circolazione o Documento Unico e individuare potenza, alimentazione e classe ambientale.
- Controllare la Regione: il bollo è un tributo regionale e le tariffe possono variare in base al territorio.
- Utilizzare il servizio ACI: inserire targa e dati richiesti per conoscere l’importo calcolato dal sistema.
- Conservare la ricevuta: in caso di pagamento già effettuato, mantenere la documentazione del versamento.
- Per il 2027: verificare che il veicolo soddisfi tutti i requisiti previsti dal decreto prima di considerare applicabile l’esenzione.
Il servizio ufficiale ACI resta quindi il riferimento operativo per conoscere l’importo effettivamente calcolato per il singolo veicolo, mentre le simulazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative e comparative.
Il bollo auto sarà abolito anche dopo il 2027?
Qui è necessario distinguere ciò che stabilisce oggi il decreto da ciò che il Governo ha dichiarato di voler realizzare.
Il decreto-legge n. 162/2026 disciplina espressamente l’esenzione per i versamenti con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. La copertura finanziaria prevista dall’articolo 2 riguarda il 2027.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato come obiettivo del Governo quello di rendere strutturale la misura attraverso la prossima legge di Bilancio. Questo significa che, allo stato attuale, è corretto parlare di obiettivo di stabilizzazione oltre il 2027, non di una norma già definitiva che garantisca l’esenzione per tutti gli anni successivi.
Per il contribuente la distinzione è essenziale: il beneficio per il 2027 è previsto dal decreto, mentre l’eventuale estensione agli anni successivi dipenderà dagli ulteriori provvedimenti che saranno approvati.
Analisi e dati Ora Ultima: cosa cambia davvero per l’automobilista
La parte più utile dell’analisi non consiste soltanto nel ripetere che il limite è fissato a 80 kW. Il punto è capire quanto vale economicamente quella soglia per un automobilista reale e perché non esiste un unico risparmio valido per tutti.
Per questo Ora Ultima distingue tra tre livelli di informazione: dati ufficiali, elaborazioni matematiche Ora Ultima e scenari ipotetici. La distinzione consente di utilizzare numeri originali senza confonderli con dati normativi.
| Informazione | Come viene trattata da Ora Ultima |
|---|---|
| 80 kW | Dato ufficiale previsto dal decreto-legge |
| 24.608.867 persone | Dato ufficiale elaborato dal MIT |
| 34.868.580 veicoli | Dato ufficiale elaborato dal MIT |
| 193,50 euro per 75 kW Euro 6 | Simulazione Ora Ultima sulla tariffa base di 2,58 €/kW |
| 967,50 euro in cinque anni | Proiezione matematica della simulazione, non diritto fiscale già acquisito |
| Eventuale soglia più alta per famiglie numerose | Scenario ancora dipendente dall’iter parlamentare |
Questa metodologia permette di aggiungere un’informazione che una semplice cronaca della misura non può offrire: il lettore può vedere concretamente come cambia il valore economico dell’esenzione al variare della potenza del proprio veicolo.
La simulazione non pretende di sostituire il calcolo ufficiale. Al contrario, proprio perché esplicita formula, tariffa utilizzata e ipotesi, permette al lettore di capire da dove nasce il risultato e di confrontarlo successivamente con l’importo effettivo calcolato per il proprio veicolo.
Attenzione: non confondere l’esenzione 2027 con le regole del 2026
La nuova disciplina riguarda il 2027. Fino a quando non si applicano i requisiti previsti dal decreto, le scadenze del bollo relative al 2026 restano disciplinate dalle regole ordinarie e dalle eventuali esenzioni già previste dalla normativa nazionale o regionale.
Non è quindi corretto smettere di pagare un bollo con scadenza nel 2026 semplicemente perché il veicolo ha una potenza inferiore a 80 kW. La soglia di 80 kW prevista dal nuovo decreto riguarda infatti i versamenti con termine ordinario compreso nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027.
La stessa prudenza deve essere adottata quando si parla di assicurazione: il decreto richiede che il veicolo agevolato sia regolarmente assicurato.
Per chi vuole approfondire proprio questo aspetto, è possibile leggere anche la guida dedicata a cosa controllare quando l’assicurazione non rimborsa un danno, utile per comprendere che essere assicurati e ottenere un determinato rimborso sono due questioni differenti.
Domande frequenti sul bollo auto 2027
Chi non pagherà il bollo auto nel 2027?
Per il 2027 il decreto-legge n. 162/2026 prevede l’esenzione per una sola autovettura per persona fisica, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla norma. Per le autovetture la potenza non deve essere superiore a 80 kW e il veicolo deve essere regolarmente assicurato.
Quante auto posso avere per non pagare il bollo nel 2027?
L’esenzione è riconosciuta a un solo veicolo. Se una persona fisica possiede più autovetture agevolabili, il decreto stabilisce che l’esenzione sia applicata a una sola di esse, secondo i criteri indicati nell’articolo 2.
Quali auto rientrano negli 80 kW?
Rientrano potenzialmente nella misura le autovetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con altra fonte di propulsione, che abbiano potenza non superiore a 80 kW e rispettino gli altri requisiti previsti dal decreto. Per il singolo veicolo è necessario verificare il dato tecnico riportato nella documentazione.
80 kW quanti cavalli sono?
80 kW corrispondono matematicamente a circa 108,77 CV. La conversione serve come riferimento, ma per verificare il requisito è preferibile utilizzare il dato in kilowatt riportato sulla documentazione del veicolo.
Il limite di 80 kW vale anche per le auto ibride?
Il decreto prevede per le autovetture alimentate a benzina o gasolio anche in combinazione con altra fonte di propulsione. Perciò la disciplina comprende anche configurazioni ibride nei casi previsti dalla norma. Per stabilire l’idoneità di una specifica automobile ibrida è necessario verificare il dato tecnico del veicolo e le modalità applicative della misura.
Serve un ISEE per ottenere l’esenzione dal bollo auto 2027?
No. L’articolo 2 del decreto-legge n. 162/2026 non stabilisce un limite ISEE per l’esenzione prevista per il 2027.
Il bollo auto sarà abolito definitivamente?
Il decreto-legge disciplina l’esenzione per i versamenti con termine ordinario nel 2027. Il Governo ha indicato l’obiettivo di rendere strutturale la misura con la prossima legge di Bilancio, ma l’estensione agli anni successivi richiede ulteriori provvedimenti.
Quanto si risparmia con il bollo auto gratis nel 2027?
Non esiste un importo uguale per tutti. Il risparmio dipende dall’importo del bollo che sarebbe stato dovuto, dalla potenza del veicolo, dalla classe ambientale e dalle regole applicabili nella Regione. In una simulazione Ora Ultima basata sulla tariffa base di 2,58 euro per kW, un’auto Euro 6 da 75 kW produce un importo teorico di 193,50 euro annui.
Come faccio a sapere quanto pago di bollo auto?
Il modo più preciso è utilizzare il servizio ufficiale ACI per il calcolo del bollo, inserendo i dati richiesti e la targa del veicolo. Il servizio può indicare anche eventuali sanzioni e interessi quando previsti.
Le famiglie numerose avranno un limite di kW più alto?
Al 18 settembre 2026 non esiste ancora una soglia più elevata già prevista dalla norma per le famiglie numerose. Durante il dibattito sulla conversione del decreto sono state annunciate proposte per ampliare la misura, ma eventuali nuovi limiti dovranno essere approvati e definiti attraverso l’iter legislativo.
Se ho un’auto sotto gli 80 kW devo pagare il bollo 2026?
La nuova esenzione riguarda il 2027. Per un pagamento con scadenza nel 2026 continuano ad applicarsi le regole ordinarie e le eventuali esenzioni già previste dalla normativa vigente. La sola potenza inferiore a 80 kW non rende automaticamente gratuito il bollo 2026.
Meloni, Salvini, Osnato e Giorgetti: cosa è stato dichiarato sul bollo auto
Attorno al bollo auto si è aperto nelle ultime ore un dibattito che rende importante distinguere il linguaggio politico utilizzato per descrivere la misura dal contenuto effettivo della norma.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato il provvedimento come l’abolizione del bollo per le auto di piccola e media potenza e per i motoveicoli, parlando di una misura pensata per diventare strutturale e definitiva. La stessa impostazione è stata ribadita successivamente dalla presidente del Consiglio. Le dichiarazioni di Meloni riportate da ANSA distinguono però questo obiettivo politico dalla necessità di intervenire sulla stabilità della misura negli anni successivi.
Il punto tecnico da tenere separato è un altro: il decreto-legge oggi vigente disciplina espressamente l’esenzione per i versamenti con termine ordinario nel 2027. La norma non contiene, nello stesso articolo, un’esenzione già finanziata e operativa per tutti gli anni successivi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti definisce infatti la stabilizzazione oltre il 2027 come un obiettivo del Governo da realizzare con la prossima legge di Bilancio. Testo del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale
È quindi possibile che nelle notizie si incontrino entrambe le espressioni “abolizione del bollo” e “esenzione dal bollo per il 2027”. Non sono necessariamente riferite a due provvedimenti diversi: la prima descrive il modo in cui il Governo presenta l’obiettivo della misura, mentre la seconda descrive con maggiore precisione ciò che il testo normativo oggi garantisce per il periodo considerato.
Anche Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha indicato l’intenzione di proseguire oltre la soglia attuale degli 80 kW. Nelle dichiarazioni successive all’approvazione del provvedimento ha parlato della possibilità di ampliare in futuro la platea e di intervenire anche sul superbollo. Si tratta però di obiettivi e proposte politiche, non di modifiche già contenute nell’articolo 2 del decreto.
Un’altra possibile modifica è stata indicata da Marco Osnato, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Finanze della Camera. Osnato ha dichiarato di voler proporre, durante l’iter parlamentare, un’estensione per le famiglie numerose con più di tre figli, accompagnata da una soglia di potenza più elevata. Anche in questo caso, però, si tratta di una proposta e non di una disposizione già approvata. La dichiarazione di Osnato riportata da ANSA
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è invece centrale per il tema delle coperture, perché l’eventuale carattere strutturale della misura richiede risorse anche per gli esercizi successivi al 2027. Per il momento, il decreto quantifica la compensazione destinata alle Regioni per il 2027; la copertura degli anni successivi dovrà essere definita attraverso i successivi strumenti di bilancio.
Questo è il punto che merita maggiore attenzione quando si legge il titolo “bollo auto abolito”: oggi esiste una misura normativa concreta per il 2027 e contemporaneamente esiste un impegno politico a renderla strutturale. Le due affermazioni possono convivere, ma non devono essere confuse. La prima è già scritta nella norma; la seconda dipende dai successivi passaggi legislativi e finanziari.
Il punto centrale: quanto vale davvero l’esenzione
Il dato più interessante, a mio avviso, non è soltanto il numero degli automobilisti potenzialmente coinvolti, ma il modo in cui la misura cambia il costo annuale di possesso di un veicolo.
La soglia di 80 kW crea infatti una linea molto precisa: un’automobile che rientra nel limite può beneficiare dell’esenzione prevista per il 2027, mentre una versione dello stesso modello con una potenza superiore può rimanerne esclusa. È quindi il dato tecnico del singolo veicolo, e non il nome commerciale dell’auto, a diventare decisivo.
Le simulazioni Ora Ultima mostrano inoltre perché non sia corretto parlare di un unico “risparmio medio” valido per tutti. Utilizzando la tariffa base ACI, un veicolo Euro 6 da 50 kW produce un importo teorico molto diverso da uno da 80 kW. La differenza dipende quindi dalle caratteristiche del veicolo e dalle regole territoriali applicabili.
Il secondo elemento da seguire sarà l’evoluzione normativa. Il decreto disciplina oggi il 2027, mentre l’eventuale stabilizzazione oltre quell’anno dipenderà dalla legge di Bilancio e dalle relative coperture. Anche le proposte di ampliamento per le famiglie numerose sono ancora oggetto dell’iter parlamentare.
In sintesi: per sapere se il proprio veicolo rientrerà nell’esenzione bisogna partire da tre elementi concreti: potenza in kW, titolarità del veicolo e regolarità dell’assicurazione. Per conoscere invece il risparmio economico effettivo occorre partire dall’importo del bollo realmente dovuto, perché le simulazioni nazionali non possono sostituire il calcolo specifico della propria Regione.
Nota editoriale Ora Ultima: le simulazioni e le elaborazioni contenute nell’articolo sono costruite con formule esplicitate e non devono essere confuse con dati ufficiali. L’articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale o tributaria.
La differenza tra una promessa politica e ciò che il decreto garantisce davvero
È proprio qui che, dopo aver messo insieme norma, numeri e dichiarazioni politiche, secondo me conviene fermarsi un momento. Il lettore che sente parlare di “bollo auto abolito” deve capire una cosa molto semplice: il beneficio per il 2027 è concreto, ma l’abolizione definitiva non è ancora contenuta nella stessa forma nel testo che oggi disciplina l’esenzione.
Non significa che l’annuncio del Governo sia privo di contenuto. La misura del 2027 esiste, è stata inserita in un decreto-legge ed è accompagnata da una compensazione finanziaria per le Regioni. Significa però che bisogna tenere separati due piani: quello della norma già approvata e quello dell’obiettivo politico dichiarato per gli anni successivi. È una distinzione che può sembrare formale, ma per chi deve capire quanto pagherà negli anni futuri è tutt’altro che secondaria.
La dichiarazione di Giorgia Meloni secondo cui il provvedimento è pensato per diventare strutturale va quindi letta insieme al testo del decreto. Il Governo ha espresso chiaramente quell’obiettivo, mentre il decreto finanzia e disciplina oggi il beneficio per il 2027. Sarà la successiva legge di Bilancio a dover trasformare quell’obiettivo in una disciplina finanziariamente stabile anche per gli anni successivi.
C’è poi un secondo aspetto che considero importante: la misura non è uguale per tutti gli automobilisti. La soglia degli 80 kW crea una distinzione molto netta. Chi possiede un’auto appena sotto il limite può ottenere il beneficio previsto dalla norma; chi ha una versione leggermente più potente dello stesso modello può restare escluso. Per questo la verifica sulla carta di circolazione conta molto più del modo in cui viene presentata commercialmente un’automobile.
Allo stesso tempo, il dibattito non è fermo alla soglia attuale. Salvini ha indicato l’intenzione di lavorare per andare oltre gli 80 kW e sul superbollo, mentre Osnato ha parlato di un possibile ampliamento per le famiglie numerose. Sono elementi interessanti da seguire, ma oggi appartengono ancora al piano delle proposte e degli indirizzi politici. Non li trasformerei quindi in un beneficio che il contribuente può già mettere nel proprio bilancio familiare.
Ed è proprio questo, alla fine, il punto che trovo più utile per chi legge: non bisogna scegliere tra “il bollo è stato abolito” e “il bollo non è stato abolito” come se fossero le uniche due letture possibili. La situazione normativa è più precisa. Per il 2027 esiste un’esenzione concreta per i veicoli che rispettano i requisiti; per gli anni successivi esiste un impegno politico a rendere la misura strutturale, ma servono ulteriori decisioni legislative e finanziarie.
Per una famiglia questa differenza può avere conseguenze pratiche. Un risparmio di un anno può essere considerato nel bilancio del 2027; un risparmio pluriennale, invece, non dovrebbe essere dato per acquisito finché non esiste una copertura normativa e finanziaria che lo garantisca. Lo stesso vale per eventuali ampliamenti della soglia: finché non diventano norma, restano scenari da monitorare.
Quello che emerge dall’analisi, quindi, è abbastanza chiaro: la parte certa della misura è quella già scritta nel decreto; la parte ancora da verificare riguarda la sua durata oltre il 2027 e le possibili estensioni. Per chi possiede un’auto, questa è probabilmente la distinzione più utile da tenere a mente quando si leggono titoli, dichiarazioni politiche e annunci sui social.
Parere editoriale Ora Ultima: più che fermarsi alla formula “bollo abolito”, ritengo sia molto più utile guardare ogni volta alla norma concreta, alla durata dell’agevolazione e alle coperture disponibili. È lì che si capisce quale vantaggio economico una famiglia può considerare realmente acquisito e quale, invece, dipende ancora dalle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi.
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Fonti ufficiali e metodo delle elaborazioni
Per questa analisi Ora Ultima distingue le informazioni normative dalle proprie simulazioni. Le fonti primarie utilizzate comprendono il decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le informazioni diffuse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e i criteri di calcolo del bollo pubblicati da ACI.
- Platee territoriali e dati sui veicoli entro 80 kW: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: dati sulla misura
- Criteri di calcolo del bollo auto: ACI: criteri di calcolo della tassa automobilistica
- Calcolo online del bollo e del superbollo: ACI: servizio ufficiale di calcolo
Metodo Ora Ultima: i dati ufficiali vengono riportati come tali; le elaborazioni matematiche sono indicate come elaborazioni o simulazioni Ora Ultima; le ipotesi future e le proposte parlamentari non vengono presentate come norme già approvate. Gli importi delle simulazioni possono differire dal bollo effettivamente dovuto perché le Regioni possono applicare tariffe e regole specifiche.
