Asta BOT Annuali 2026: Quanto Rendono Davvero e Come Partecipare
L’emissione del nuovo Buono Ordinario del Tesoro a 12 mesi avvenuta a inizio settembre 2026 segna un punto di svolta cruciale per la gestione della liquidità delle famiglie e dei risparmiatori italiani.
In un contesto macroeconomico caratterizzato dal progressivo riassestamento delle politiche monetarie della Banca Centrale Europea, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha collocato sul mercato titoli a breve termine capaci di offrire un rendimento finanziario di assoluto interesse, riaccendendo i riflettori su uno degli strumenti di investimento storicamente più amati nel nostro Paese.
Il punto più importante per chi sta valutando il BOT annuale settembre 2026 è questo: il rendimento medio ponderato semplice dell’asta è stato del 2,967%, con prezzo di aggiudicazione pari a 97,08 euro ogni 100 euro nominali.
Dopo la tassazione agevolata sui titoli di Stato, il rendimento netto ufficiale risulta inferiore al 2,967%, mentre commissioni e imposta di bollo possono ridurre ulteriormente il risultato effettivo per il risparmiatore.
La differenza è importante perché confrontare soltanto il rendimento lordo del BOT con il tasso pubblicizzato da un conto deposito può portare a una conclusione errata.
Per capire quanto rimane realmente all’investitore occorre considerare insieme prezzo di acquisto, imposta sostitutiva, commissioni massime applicabili in asta, imposta di bollo e, soprattutto, il capitale effettivamente impegnato.
I dati di sintesi dell’operazione evidenziano con chiarezza la portata finanziaria del collocamento:
- Codice ISIN dell’emissione: IT0005730681
- Ammontare totale emesso e collocato: 7,5 miliardi di euro
- Domanda complessiva registrata: 10,44352 miliardi di euro
- Rapporto di copertura (Bid-to-Cover): 1,39
- Prezzo ponderato di aggiudicazione: 97,080 centesimi
- Rendimento medio ponderato semplice: 2,967%
- Rendimento netto semplice indicato da Assiom Forex: 2,586%
- Data di regolamento dell’operazione: 14 settembre 2026
- Data di scadenza e rimborso a pari: 14 settembre 2027
Per comprendere appieno se e quanto convenga oggi allocare capitale nel BOT annuale con ISIN IT0005730681, è necessario analizzare il meccanismo d’asta, l’incidenza fiscale, le commissioni bancarie massime applicabili per legge, l’imposta di bollo, il rischio di vendita prima della scadenza e il quadro macroeconomico delineato dalla BCE. Questa guida strategica esamina ogni dettaglio tecnico e operativo per consentire decisioni d’investimento informate e finanziariamente efficienti.
BOT settembre 2026: quanto rende davvero?
Il nuovo BOT annuale IT0005730681 è stato collocato a 97,08 euro per ogni 100 euro nominali, con rendimento medio ponderato semplice del 2,967%. Il rendimento netto della componente finanziaria, dopo la tassazione agevolata del 12,50%, è indicato da Assiom Forex nel 2,586% come rendimento semplice.
Su 10.000 euro nominali, il prezzo del titolo è pari a 9.708 euro. L’imposta sostitutiva sullo scarto di emissione è di circa 36,50 euro. Considerando anche la commissione massima dello 0,15% prevista per un BOT annuale e, nell’esempio, 20 euro di imposta di bollo, l’esborso complessivo ipotizzato arriva a circa 9.759,50 euro. A scadenza vengono rimborsati 10.000 euro: il risultato dell’esempio è quindi di circa 220,50 euro dopo i costi considerati.
Questo dato non deve essere confuso con il rendimento netto ufficiale dell’asta: il 2,586% riguarda il rendimento netto della componente finanziaria secondo il calcolo di Assiom Forex, mentre il risultato finale del singolo investitore dipende anche da commissioni, bollo, modalità di acquisto e durata effettiva della detenzione.
Asta BOT annuali: Indice Analitico della Guida
- 1. Esito dell’Asta BOT di settembre 2026: Dati Ufficiali del MEF
- 2. Anatomia del Rendimento BOT: Dal Tasso Lordo al Netto in Tasca
- 3. Politica Monetaria Globale: L’Impatto dei Tassi BCE sui Titoli a Breve Termine
- 4. Analisi e Dati OraUltima: Simulazione e Confronto di Convenienza Reale
- 5. Guida Pratica all’Acquisto: Asta Primaria, Mercato MOT e Tetto alle Commissioni
- 6. Rischi, Vendita Anticipata e Cosa Può Cambiare il Rendimento
- 7. Risorse Finanziarie e Approfondimenti Correlati
- 8. Domande Frequenti e Dubbi Operativi degli Investitori
1. Esito dell’Asta BOT di settembre 2026: Dati Ufficiali del MEF
L’esito del collocamento effettuato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato una domanda superiore all’offerta per il nuovo BOT annuale. A fronte di un importo offerto dal Tesoro pari a 7,5 miliardi di euro, sono state trasmesse richieste per 10,44352 miliardi di euro. Il rapporto di copertura (Bid-to-Cover) si è attestato a 1,39, rispetto all’1,45 registrato nell’asta del BOT annuale di agosto 2026.
Il rendimento medio ponderato semplice si è posizionato al 2,967%, con un incremento di circa 20 punti base rispetto alla precedente asta annuale, quando il rendimento era stato del 2,768%. Il rendimento massimo accolto è stato del 2,970%, mentre quello minimo si è attestato al 2,964%.
Il prezzo medio ponderato risultante dall’asta è stato stabilito a 97,080. Poiché i Buoni Ordinari del Tesoro sono titoli zero coupon, il guadagno deriva dallo scarto di emissione, cioè dalla differenza tra il prezzo pagato e il valore nominale di 100 rimborsato alla scadenza.
L’emissione di questo titolo si inserisce in un quadro di gestione della liquidità statale particolarmente articolato: nella medesima data del 14 settembre 2026 vengono infatti a scadere BOT precedentemente emessi per un ammontare complessivo di 9 miliardi di euro. Alla stessa data, la circolazione complessiva dei BOT risulta pari a 144.464.830.000 euro.
È utile inoltre distinguere questa emissione dalla contestuale riapertura di un altro BOT a 12 mesi con vita residua di 122 giorni. Quest’ultimo ha avuto un rendimento medio ponderato del 2,600% e un rapporto di copertura di 1,68. Il nuovo BOT annuale IT0005730681 è invece quello con scadenza 14 settembre 2027 e rendimento del 2,967%.
| Parametro d’Asta | Asta 9 Settembre 2026 (ISIN IT0005730681) | Asta 12 Agosto 2026 | Variazione Assoluta |
|---|---|---|---|
| Importo Offerto dal Tesoro | 7,50 Miliardi € | 8,00 Miliardi € | -0,50 Miliardi € |
| Importo Richiesto dal Mercato | 10,44352 Miliardi € | 11,57 Miliardi € | -1,12648 Miliardi € |
| Rapporto di Copertura (Bid-to-Cover) | 1,39 | 1,45 | -0,06 |
| Prezzo di Aggiudicazione | 97,080 | 97,271 | -0,191 centesimi |
| Rendimento Lordo Annualizzato | 2,967% | 2,768% | +0,199% (+19,9 bps) |
| Rendimento Netto Semplice | 2,586% | 2,413% circa | +0,173 punti percentuali circa |
2. Anatomia del Rendimento BOT: Dal Tasso Lordo al Netto in Tasca
Per una corretta valutazione del guadagno reale ottenuto sottoscrivendo l’asta BOT annuale con scadenza settembre 2027, occorre scomporre la differenza tra rendimento lordo, rendimento netto della componente finanziaria e risultato finale sostenuto dal singolo investitore.
Il rendimento lordo del 2,967% non corrisponde infatti al risultato finale che rimane all’investitore. I BOT beneficiano della tassazione agevolata del 12,50% prevista per i titoli di Stato italiani, mentre sul risultato complessivo possono incidere anche commissioni dell’intermediario e imposta di bollo.
Nel caso dei Buoni Ordinari del Tesoro, l’imposta sostitutiva si applica allo scarto di emissione, cioè alla differenza tra il valore nominale rimborsato e il prezzo di emissione. Con un prezzo di 97,08, lo scarto è pari a 2,92 euro ogni 100 euro nominali; il 12,50% dello scarto corrisponde quindi a circa 0,365 euro per ogni 100 euro nominali.
Il calcolo deve però distinguere il rendimento del titolo dal costo complessivo sostenuto dal risparmiatore. Per questo motivo, nella simulazione OraUltima vengono indicati separatamente prezzo del BOT, imposta sostitutiva, commissione massima e imposta di bollo.
Oltre alla componente fiscale diretta, sulla detenzione del titolo incide l’imposta di bollo proporzionale sui prodotti finanziari, pari allo 0,20% annuo secondo la disciplina vigente. L’importo effettivamente addebitato dipende dalle modalità di rendicontazione e dalla posizione detenuta presso l’intermediario.
Infine, un impatto determinante sui rendimenti finali è rappresentato dai costi di intermediazione. Per la sottoscrizione dei BOT in asta primaria, la normativa stabilita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze fissa per legge un tetto massimo alle commissioni bancarie imputabili alla clientela retail, proporzionato alla durata residua del titolo:
- BOT con durata residua fino a 80 giorni: commissione massima dello 0,03%
- BOT con durata residua compresa tra 81 e 140 giorni: commissione massima dello 0,05%
- BOT con durata residua compresa tra 141 e 270 giorni: commissione massima dello 0,10%
- BOT con durata residua pari o superiore a 271 giorni: commissione massima dello 0,15%
Per il BOT annuale IT0005730681, con vita residua di 365 giorni al momento dell’asta, il limite massimo applicabile è quindi dello 0,15%. Si tratta però di un tetto massimo: la commissione effettivamente applicata dalla banca può essere inferiore o, in determinati casi, azzerata.
Qualora il titolo venga invece acquistato sul mercato secondario (MOT) successivamente all’emissione, non si applica il tetto massimo ministeriale previsto per la sottoscrizione in asta primaria. In quel caso occorre verificare le condizioni economiche dell’intermediario utilizzato e il prezzo di mercato al momento dell’ordine.
Se desideri analizzare la gestione della liquidità aziendale o i costi dei servizi bancari collegati all’operatività ordinaria, puoi consultare la nostra analisi approfondita su come valutare costi, servizi e convenienza del conto corrente aziendale per ottimizzare i flussi di cassa.
3. Politica Monetaria Globale: L’Impatto dei Tassi BCE sui Titoli a Breve Termine
Il rendimento fissato dall’asta del BOT annuale di settembre 2026 deve essere letto anche alla luce del livello dei tassi BCE e delle aspettative del mercato sui futuri orientamenti della politica monetaria. Le scadenze brevi tendono a essere particolarmente sensibili alle condizioni del mercato monetario e alle aspettative sui tassi, ma non è corretto attribuire a un singolo tasso BCE una correlazione fissa e predeterminata con il rendimento di un BOT a 12 mesi.
Alla data di settembre 2026 il tasso sui depositi presso la BCE è pari al 2,25%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è pari al 2,40%. Il Consiglio direttivo ha inoltre ribadito un approccio dipendente dai dati e dalle decisioni riunione per riunione, senza pre-impegnarsi su un particolare percorso futuro dei tassi.
Questo elemento aiuta a spiegare perché il rendimento del BOT annuale possa muoversi anche senza una modifica immediata dei tassi ufficiali: il mercato incorpora infatti nelle quotazioni le aspettative sull’inflazione, sulla crescita, sulla politica monetaria futura, sull’offerta di titoli e sul premio richiesto dagli investitori.
L’incremento del rendimento lordo al 2,967% rispetto al 2,768% di agosto 2026 rappresenta quindi un segnale di aumento del rendimento richiesto dal mercato sulla nuova emissione, ma non può essere interpretato automaticamente come una previsione certa di futuri rialzi o tagli dei tassi BCE.
Comprendere il canale di trasmissione della politica monetaria è fondamentale per ogni risparmiatore. Quando la BCE modifica i propri tassi di riferimento, l’impatto può trasmettersi alle condizioni del mercato monetario e, attraverso diversi canali, anche ai rendimenti dei titoli di Stato a breve termine e all’Euribor. I titoli a più lunga scadenza rispondono invece anche alle aspettative di crescita, inflazione e rischio sovrano su orizzonti temporali più lunghi.
Chi detiene un mutuo a tasso variabile vive in prima persona l’impatto dei tassi monetari sulla propria rata mensile. Per comprendere nel dettaglio l’evoluzione del costo del credito bancario in relazione alle decisioni dell’Eurotower, è consigliabile consultare il nostro report aggiornato su come cambiano le rate dei mutui a seguito delle decisioni della BCE sui tassi.
4. Analisi e Dati OraUltima: Simulazione e Confronto di Convenienza Reale
Metodologia dell’Analisi OraUltima: le simulazioni seguenti sono elaborate a partire dai dati dell’asta del 9 settembre 2026 relativi al BOT IT0005730681, dal prezzo medio ponderato di 97,080, dalla tassazione agevolata del 12,50% sui titoli di Stato e dal tetto commissionale massimo dello 0,15% previsto per i BOT con durata residua pari o superiore a 271 giorni. L’imposta di bollo viene evidenziata separatamente per evitare di confondere il rendimento netto del titolo con il rendimento effettivamente ottenuto dal singolo investitore.
Per offrire una visione di trasparenza totale e di utilità pratica, il nostro centro studi ha simulato il risultato economico del BOT annuale IT0005730681 su tre differenti scaglioni di capitale nominale: 10.000 €, 50.000 € e 100.000 €.
| Capitale Nominale | Prezzo BOT (97,08) | Imposta 12,50% sullo Scarto | Commissione Max 0,15% | Bollo 0,20%* | Esborso Complessivo Ipotizzato | Risultato Netto Ipotizzato |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 10.000 € | 9.708,00 € | 36,50 € | 15,00 € | 20,00 € | 9.779,50 € | 220,50 € |
| 50.000 € | 48.540,00 € | 182,50 € | 75,00 € | 100,00 € | 48.897,50 € | 1.102,50 € |
| 100.000 € | 97.080,00 € | 365,00 € | 150,00 € | 200,00 € | 97.795,00 € | 2.205,00 € |
* Nell’esempio il bollo è calcolato forfettariamente allo 0,20% del capitale nominale per un periodo annuale. L’importo effettivo dipende dalla base imponibile prevista dalla disciplina fiscale e dalle modalità di rendicontazione dell’intermediario.
Attenzione al significato della simulazione: il risultato netto di 220,50 euro su 10.000 euro nominali non rappresenta il rendimento ufficiale dell’asta e non deve essere confuso con il 2,586% di rendimento netto semplice indicato da Assiom Forex. Il primo è una simulazione che include costi ipotizzati; il secondo è il rendimento netto del titolo calcolato secondo la metodologia finanziaria dell’asta.
Il dato che conta davvero per 10.000 euro
Con 10.000 euro nominali, il BOT viene acquistato a 9.708 euro. L’imposta sullo scarto è circa 36,50 euro e la commissione massima in asta è 15 euro. Se nell’esempio si aggiungono 20 euro di bollo, l’esborso complessivo ipotizzato è di 9.779,50 euro. Al rimborso vengono restituiti 10.000 euro nominali.
Il risultato della simulazione è quindi 220,50 euro. Rapportato all’esborso complessivo ipotizzato, equivale a circa il 2,25% sul capitale effettivamente impegnato. Questo rapporto è una misura pratica della simulazione e non sostituisce il rendimento ufficiale dell’asta.
Confronto Strategico: BOT Annuale vs Conto di Deposito Vincolato a 12 Mesi
Un errore frequente commesso dai risparmiatori consiste nel paragonare direttamente il tasso lordo di un BOT con il tasso lordo offerto da un conto di deposito bancario. Questo confronto è fuorviante a causa del differente regime fiscale, della diversa struttura di garanzia, dei costi e della diversa liquidabilità.
Il vero confronto deve partire dal rendimento netto e dal capitale effettivamente immobilizzato. Un conto deposito tassato al 26% deve infatti offrire un tasso lordo sensibilmente superiore a quello di un titolo di Stato tassato al 12,50% per produrre lo stesso rendimento dopo le imposte.
| Caratteristica / Parametro | BOT Annuale | Conto Deposito 12 Mesi |
|---|---|---|
| Rendimento lordo di riferimento | 2,967% | Dipende dall’offerta bancaria |
| Aliquota fiscale | 12,50% | 26,00% |
| Imposta di bollo | 0,20% secondo disciplina applicabile | Dipende dal prodotto e dalle condizioni applicate |
| Liquidabilità anticipata | Vendibile sul mercato secondario, a prezzo di mercato | Dipende dalle condizioni di svincolo |
| Rischio | Rischio emittente Stato italiano e rischio di prezzo se venduto prima della scadenza | Rischio banca, con tutela dei depositi secondo la normativa applicabile |
Quale tasso deve offrire un conto deposito per competere davvero?
Il confronto corretto non consiste nel cercare un numero unico valido per ogni investitore. Se si prende come riferimento il risultato della simulazione OraUltima dopo commissione massima e bollo, il punto di pareggio dipende anche dal fatto che il bollo del conto deposito sia sostenuto dal cliente oppure dalla banca.
Se il conto deposito offre un tasso lordo del 3,00%, dopo la tassazione del 26% rimane un rendimento fiscale di circa il 2,22%, prima dell’eventuale imposta di bollo. Se il bollo resta a carico del cliente, il risultato effettivo scende ulteriormente.
Per questo motivo, il solo confronto tra 2,967% del BOT e 3,00% del conto deposito non è sufficiente: bisogna confrontare fiscalità, bollo, costi, vincolo e possibilità di uscita anticipata.
La soglia del 3,25% può essere utilizzata soltanto come esempio condizionato a specifiche ipotesi di confronto, non come soglia universale di convenienza. Se il bollo del conto deposito è interamente a carico della banca, la soglia di pareggio cambia.
Per analizzare altre forme di gestione della liquidità protetta o valutare il funzionamento delle garanzie bancarie europee sui depositi, puoi approfondire la nostra guida dedicata a come tutelare i risparmi sui conti correnti e la copertura del Fondo Interbancario.
5. Guida Pratica all’Acquisto: Asta Primaria, Mercato MOT e Tetto alle Commissioni
Per l’investitore individuale interessato al rendimento BOT emesso dal Tesoro italiano, esistono due modalità operative distinte: la prenotazione in asta primaria e l’acquisto sul mercato secondario.
Fase 1: La Prenotazione in Asta Primaria
L’asta dei BOT è riservata agli intermediari autorizzati che partecipano al collocamento. L’investitore retail non presenta direttamente l’ordine al MEF, ma prenota la quantità desiderata presso la propria banca o altro intermediario autorizzato entro il giorno lavorativo precedente l’asta.
Il taglio minimo è generalmente pari a 1.000 euro nominali e multipli di tale importo. Le modalità e gli orari di prenotazione devono essere verificati presso l’intermediario utilizzato.
L’asta dei Buoni Ordinari del Tesoro si svolge con il sistema dell’asta competitiva: gli intermediari presentano richieste indicando il rendimento. Il MEF procede all’assegnazione secondo le regole previste per l’asta. Il prezzo applicato al cliente deriva dal prezzo medio ponderato risultante dall’asta, al quale possono aggiungersi le commissioni previste.
Fase 2: L’Acquisto sul Mercato Secondario (MOT)
Qualora l’investitore non abbia prenotato il titolo in fase di asta primaria entro la scadenza prevista, può valutare l’acquisto del BOT con ISIN IT0005730681 sul mercato secondario, una volta disponibile alla negoziazione.
A partire dalla data di regolamento del 14 settembre 2026, il titolo può essere negoziato sul mercato secondario. Il prezzo può oscillare in funzione dei tassi di mercato, della vita residua del titolo e della domanda e offerta.
Questo è un punto decisivo: vendere prima della scadenza non equivale a ottenere automaticamente il rendimento dell’asta. Se il BOT viene mantenuto fino al 14 settembre 2027, il rimborso avviene al valore nominale. Se viene venduto prima, il prezzo di vendita può essere superiore o inferiore a quello pagato.
Checklist Operativa di Verifica Prima dell’Acquisto
Prima di confermare l’ordine d’acquisto del BOT annuale, si consiglia di verificare la seguente checklist di controllo operativo:
- Verifica del Deposito Titoli: Assicurati di disporre di un dossier titoli attivo presso il tuo intermediario e controlla eventuali canoni fissi che potrebbero incidere soprattutto sugli importi più contenuti.
- Controllo del Profilo MiFID: Verifica che il questionario di profilazione finanziaria MiFID sia aggiornato e che l’operatività richiesta sia compatibile con il tuo profilo.
- Applicazione del Tetto Commissionale in Asta: Per il BOT annuale, verifica che la commissione applicata non superi lo 0,15% previsto per i titoli con durata residua pari o superiore a 271 giorni.
- Giacenza di Liquidità per il Regolamento: Considera non soltanto il prezzo di 97,08, ma anche l’imposta sostitutiva e le eventuali commissioni. Nell’esempio da 10.000 euro nominali, prima dell’eventuale bollo, il costo ipotizzato con commissione massima è 9.759,50 euro.
- Verifica dei costi complessivi: Controlla sempre commissioni, eventuali costi del dossier titoli e imposta di bollo prima di confrontare il rendimento del BOT con altre forme di liquidità.
- Orizzonte temporale: Se prevedi di avere bisogno del capitale prima del 14 settembre 2027, considera il rischio di dover vendere il titolo a un prezzo diverso da 100.
Se desideri esplorare opzioni di gestione della liquidità alternativa o strumenti per ridurre i costi fissi bancari sul conto corrente, ti suggeriamo di leggere la nostra analisi dettagliata su quanto costa un conto corrente e come azzerare i canoni di gestione.
6. Rischi del BOT annuale: cosa può cambiare prima della scadenza
Il fatto che un BOT abbia una scadenza breve non significa che sia privo di rischio. Il principale elemento da distinguere è il rischio a scadenza dal rischio di prezzo prima della scadenza.
Chi acquista il BOT in asta e lo conserva fino al 14 settembre 2027 conosce il valore nominale che verrà rimborsato, pari a 100 per ogni 100 euro nominali, salvo il rischio legato all’emittente. Il risultato economico effettivo dipenderà invece dal prezzo pagato, dalla fiscalità e dai costi sostenuti.
Chi vende prima della scadenza non ha invece la stessa certezza sul prezzo. Se i rendimenti di mercato aumentano, il prezzo di un titolo già emesso può scendere; se i rendimenti diminuiscono, il prezzo può salire. La variazione dipende anche dalla vita residua e dalle condizioni di mercato.
Per un BOT annuale la sensibilità ai movimenti dei tassi è generalmente inferiore rispetto a quella di un titolo con scadenza pluriennale, ma non è nulla. Per questo la frase “liquidabile in qualsiasi momento” non deve essere interpretata come “rimborsabile anticipatamente sempre a 100”.
La distinzione da ricordare
- Fino alla scadenza: il BOT viene rimborsato al valore nominale previsto.
- Prima della scadenza: il prezzo di vendita è quello di mercato e può essere diverso da 100.
- Rendimento dell’asta: è il rendimento associato alle condizioni di acquisto dell’emissione.
- Rendimento effettivo personale: dipende anche da fiscalità, commissioni, bollo e prezzo di eventuale vendita anticipata.
Risorse Utili e Sezioni di Approfondimento OraUltima
Per proseguire l’analisi sulla gestione del patrimonio, la protezione del capitale e l’ottimizzazione del rendimento, esplora le risorse analitiche delle nostre sezioni di riferimento:
8. Domande Frequenti sull’Asta BOT Annuale e Titoli del Tesoro
Qual è il rendimento del BOT annuale di settembre 2026?
Il rendimento medio ponderato semplice dell’asta del 9 settembre 2026 è stato del 2,967%. Il prezzo medio ponderato è stato fissato a 97,080 euro per ogni 100 euro nominali. Il rendimento netto semplice indicato da Assiom Forex è pari al 2,586% prima di considerare gli eventuali costi personali dell’investitore.
Quanto si guadagna con 1.000 euro di BOT?
Con 1.000 euro nominali il prezzo del titolo è pari a circa 970,80 euro. Lo scarto di emissione è di 29,20 euro e l’imposta sostitutiva del 12,50% sullo scarto è pari a circa 3,65 euro. A questi importi possono aggiungersi la commissione dell’intermediario e l’imposta di bollo. Il risultato finale dipende quindi dai costi effettivamente applicati.
Quanto rende il BOT da 10.000 euro?
Per 10.000 euro nominali il prezzo di aggiudicazione è pari a 9.708 euro. L’imposta sullo scarto è circa 36,50 euro e la commissione massima dello 0,15% equivale a 15 euro. Considerando inoltre 20 euro di bollo nell’esempio, l’esborso complessivo ipotizzato è 9.779,50 euro e il risultato a scadenza è di circa 220,50 euro.
Qual è la differenza fondamentale tra BOT e BTP?
I Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) sono titoli di Stato a breve termine con scadenza non superiore a un anno e privi di cedola periodica. Il rendimento deriva dallo scarto tra prezzo di acquisto e valore nominale di rimborso. I BTP sono invece titoli con scadenze più lunghe che, nella configurazione ordinaria, prevedono cedole periodiche.
Cosa succede se ho bisogno dei miei soldi prima della scadenza del 14 settembre 2027?
Non è necessario attendere la naturale scadenza del titolo per smobilizzare l’investimento. Il BOT con ISIN IT0005730681 può essere venduto sul mercato secondario al prezzo disponibile in quel momento. Tuttavia, il prezzo non è necessariamente pari a 100: se i rendimenti di mercato salgono, il prezzo del titolo può diminuire; se scendono, può aumentare.
Come viene tassato il guadagno dei BOT?
I proventi dei titoli di Stato italiani sono soggetti all’aliquota agevolata del 12,50%. Nel caso dei BOT, la tassazione riguarda lo scarto di emissione. Le modalità operative del prelievo dipendono dal regime fiscale e dall’intermediario utilizzato.
Quanto incidono le commissioni bancarie sull’acquisto del BOT?
Per la sottoscrizione in asta primaria, le commissioni applicabili alla clientela sono soggette a un tetto massimo stabilito dalla normativa. Per un BOT con durata residua pari o superiore a 271 giorni, come il nuovo annuale IT0005730681, il limite massimo è dello 0,15%. La banca può applicare una commissione inferiore.
Cosa accade se un BOT scade e non impartisco istruzioni alla mia banca?
Alla data di scadenza il titolo viene rimborsato al valore nominale secondo le procedure dell’intermediario e il controvalore viene accreditato sul rapporto collegato al dossier titoli. È comunque opportuno verificare le condizioni operative della propria banca.
Il BOT garantisce una protezione totale contro l’inflazione?
No. Il BOT offre un rendimento nominale determinato dalle condizioni di acquisto, ma non è indicizzato all’inflazione. Se l’inflazione nel periodo di detenzione supera il rendimento effettivamente ottenuto, il potere d’acquisto reale del capitale può diminuire. Il rendimento reale deve quindi essere valutato confrontando rendimento netto e inflazione effettiva.
Il rendimento del 2,967% significa che guadagnerò il 2,967% sul capitale che verso?
Non esattamente. Il 2,967% è il rendimento medio ponderato semplice dell’asta. Il BOT viene acquistato sotto la pari e il risultato effettivo dipende dal rapporto tra prezzo pagato, valore nominale rimborsato, durata, tassazione e costi. Per questo è più corretto distinguere tra rendimento dell’asta e rendimento effettivamente ottenuto dal singolo investitore.
È meglio acquistare il BOT in asta o sul mercato secondario?
Non esiste una risposta valida per tutti. In asta primaria il prezzo è determinato dal risultato dell’asta e si applicano i limiti commissionali previsti per i BOT. Sul mercato secondario l’investitore può acquistare successivamente, ma deve valutare prezzo corrente, rendimento a scadenza, commissioni dell’intermediario e vita residua del titolo.
Fonti e metodologia
Per i dati dell’asta sono stati utilizzati i risultati comunicati per il collocamento del 9 settembre 2026 del BOT IT0005730681. Per gli aspetti relativi alle commissioni dei BOT è stata utilizzata la documentazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per il rendimento netto dell’asta è stato considerato anche il prospetto tecnico di Assiom Forex. Per il quadro dei tassi BCE sono state considerate le comunicazioni ufficiali della Banca Centrale Europea.
Ultimo aggiornamento dell’analisi: settembre 2026. I dati relativi a rendimento, prezzo, tassi ufficiali e condizioni di mercato possono cambiare nel tempo. Le informazioni devono quindi essere lette con riferimento alla data indicata.
Risorse Finanziarie e Fonti Autorevoli di Settore
Per consultare i comunicati ufficiali, verificare i rendimenti d’asta o approfondire la gestione del patrimonio e la tutela del capitale, è possibile accedere direttamente alle fonti istituzionali di seguito riportate:
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – Dipartimento del Tesoro:
Portale Ufficiale Emissioni e Debito Pubblico MEF - Banca Centrale Europea (BCE):
Decisioni sui Tassi di Riferimento e Politica Monetaria BCE - Borsa Italiana (Mercato MOT):
Quotazioni in Tempo Reale dei BOT sul Mercato MOT - Assiom Forex:
Calcoli e Rendimenti Netto Titoli di Stato Assiom Forex - Sezione Banche OraUltima:
Reportistica, Trasparenza e Solidità degli Istituti di Credito - Sezione Mutui e Tassi OraUltima:
Guida e Analisi sull’Andamento dei Tassi Fissi e Variabili
Disclaimer e Trasparenza Informativa: Le informazioni contenute nel presente articolo e le simulazioni numeriche elaborate da OraUltima hanno finalità esclusivamente informativa, analitica ed educativa. Esse non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio, consulenza finanziaria personalizzata o raccomandazione d’investimento. Prima di effettuare qualsiasi investimento in Titoli di Stato o strumenti finanziari sul mercato primario o secondario, è opportuno consultare la documentazione ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze e verificare le condizioni economiche applicate dal proprio intermediario.
